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Mi assumo sempre la responsabilità di quel che scrivo qui,
salvo correggere eventuali errori,
ma certo non di quello che scrivete voi nei commenti



"Riformisti è niente e subito,
Massimalisti è tutto e mai
"

Arturo Zeviani, ex partigiano

1978
(il mio primo racconto pubblicato)

FantoMas
(il mio secondo racconto pubblicato)

Trottolino amoroso
(il mio terzo racconto pubblicato)

Zoetrope
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Victorama
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STO LEGGENDO
Manituana, Wu Ming, Einaudi
Le manuel de recruitmente de al-Qaeda, Mathieu Guidere & Nicole Morgan, Seuil
Kafka, David Zane Mairowitz & Robert Crumb, Actes Sud


ULTIMI LIBRI LETTI
Terrorista, John Updike, Guanda
Il paradiso maoista, Philip K. Dick, Fanucci
Dentro, Kenneth J. Harvey, Einaudi
Un osso in gola, Anthony Bourdain, Marsilio
Ils sont votre epouvante, vous etes leur crainte , Thierry Jonquet, Seuil
Sotto la pelle, Michel Faber, Einaudi
I semi di Maralai, Claudio Asciuti, Fanucci
Istanbul, Ohran Pamuk, Einaudi
C'era una volta un re... ma morì, AA. VV., Einaudi
Le ali della sfinge, Andrea Camilleri, Sellerio
Le rose si vendicano due volte, Leonard Morava, EffeQu
Cell, Stephen King, Hodder
PornoNazi, Thor Kunkel, Fazi
Sfregio, Francesco De Filippo, Mondadori
Ti credevo più romantico, Antonio Iovane, Barbera
Bungee Jumping, Giglio Gero
La terra della mia anima, Massimo Carlotto, E/O
Sabotaggio Olimpico, Manuel Vazquez Montalban, Feltrinelli
Jerry Cornelius: Programma Finale, Michael Moorcock, Fanucci
Au fond de l'oeil du chat, Serge Quadruppani, Métailié
L'odio in rete, Antonio Roversi, Il Mulino
Quand vous serez en France - Instruction aux soldats britanniques - France 1994, Broché
China Candid, Sang Ye, Einaudi
La città che dimenticò di respirare, Kenneth J. Harvey, Einaudi
Confine di Stato, Simone Sarasso, EffeQu
Guida alla coppa del mondo per tifosi dotati di cervello, AA.VV., Mondadori
Twilight, Stephenie Meyer, Lain
In un Tempo Freddo e Oscuro, Joe Lansdale, Einaudi
Cattivo Sangue, Sandra Scoppettone, E/O
I bambini di Pinsleepe, Jonathan Carroll, Fazi
American Gods, Neil Gaiman, Mondadori
Arrivederci Amore Ciao, Massimo Carlotto, E/O
Ma cavale, Cesare Battisti


ULTIMI LIBRI ACQUISTATI
New Moon, Stephenie Mayer, Lain
Manituana, Wu Ming, Einaudi
Terrorista, John Updike, Guanda
Dentro, Kenneth J. Harvey, Einaudi
Il paradiso maoista, Philip K. Dick, Fanucci
Sotto la pelle, Michel Faber, Einaudi
Il sont votre epouvante, vous etes leur crainte , Thierry Jonquet, Seuil
I semi di Maralai
, Claudio Asciuti, Fanucci
Cell, Stephen King, Hodder
Atlantide, Pierre Vidal-Naquet, Einaudi
PornoNazi, Thor Kunkel, Fazi
Sabotaggio Olimpico, Manuel Vazquez Montalban, Feltrinelli
Jerry Cornelius: Programma Finale, Michael Moorcock, Fanucci
La terra della mia anima, Massimo Carlotto, E/O
Confine di Stato, Simone Sarasso, EffeQu
Twilight, Stephenie Meyer, Lain
In un Tempo Freddo e Oscuro, Joe Lansdale, Einaudi
Cattivo Sangue, Sandra Scoppettone, E/O
I bambini di Pinsleepe, Jonathan Carroll, Fazi
On Beauty, Zadie Smith, Penguin
Marx ou l'esprit du monde, di Jacques Attali, Fayard
American Gods, Neil Gaiman, Mondadori
Scrivere un articolo, Stefano Baldolini, Dino Audino editore
Arrivederci Amore Ciao, Massimo Carlotto, E/O


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Get Used To It, The Brand New Heavies
Joni Mitchell Tribute, AA. VV. 
Nova Soul 3, AA. VV.
Unavantaluna, Unavantaluna
Soul Search, Freddy Cruger aka Red Astaire
St. Elsewhere, Gnarls Barkley
Ishumar, Toumast
NovaTunes 1.5, AA. VV.
Overtones, Just Jack
Cansei de Ser Sexy, CSS
Birdy Nam Nam, Birdy Nam Nam
The Good The Bad and The Queen, TGTBTQ
Area International POPular group, Area
As heard on Radio Soulwax pt.2, 2ManyDjs
The Hardest Way To Make An Easy Living, The Streets
Favela Chic - PostoNove 4, AA. VV.
Rhythms del Mundo, AA. VV.
Reale, Casino Royale
High Times, Singles 1992-2006, Jamiroquai
Gypsy Punk, Gogol Bordello
The Definitive Story of CBGB, AA. VV.
Colours Are Brighter, AA. VV.
Rock The Jazzbar, AA. VV.
Youth, Matisyahu
In My Mind, Pharrell
Seven Days in Sunny June (minialbum), Jamiroquai
Action Speaks Louder Than Words, AA.VV.
The Garden, Zero7
This Is Soul 2006, AA.VV.
Elevate Our Minds / Soul Culture 03, AA.VV.
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La vida te da, Amparanoia
New York Noise 1977/1984, AA. VV.
Collected, Massive Attack
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Morph The Cat, Donald Fagen
3121, Prince
Clap You Hands Say Yeah, Clap You Hands Say Yeah
Late Registration, Kanye West
Whatever People Say I'm, That's What I'm Not, Arctic Monkeys


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Guida per conoscere i tuoi santi, Dito Montiel
Le vite degli altri, Florian Henckel Von Donnersmarck
300, Zack Snyder
Il grande capo, Lars Von Trier
A Est di Bucarest, Corneliu Porumboiu
Fascisti su Marte, Corrado Guzzanti
Nuovomondo, Emanuele Crialese
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Romance & Cigarettes, John Turturro
The Wind That Shake the Barley, Ken Loach
Volver, Pedro Almodovar
Inside Man, Spike Lee
Viaggio alla Mecca, Ismail Ferroukhi

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17 febbraio 2005
IL SADOMASOCHISMO (ESTREMO) NON E' UN DIRITTO

Fresca fresca


STRASBURGO, 17 febbraio (Reuters) - La Corte europea dei Diritti umani ha respinto il ricorso di due cittadini belgi, un magistrato 60enne e di un medico di 56 anni, che avevano contestato la loro condanna per pratiche sadomasochiste estreme sostenendo che era stato violato il loro diritto al rispetto della vita privata.
    Nella sentenza, la Corte ha indicato che "se una persona può rivendicare il diritto di esercitare delle pratiche sessuali nel modo più libero possibile, il rispetto della volontà della 'vittima' di queste pratiche costituisce un limite a tale libertà".
    La vittima, nella fattispecie la moglie del magistrato, compariva su una videocassetta - esibita durante il processo ai due uomini nel 1997 davanti alla Corte d'appello di Anversa - implorando i suoi carnefici di porre fine al suo supplizio.
    Nei "giochi sessuali" venivano usate fruste, aghi, pinze, cera bollente, scosse elettriche, e si ricorreva anche alla sospensione di diversi parti del corpo. Gli episodi più violenti avvenivano in luoghi privati, perché non tollerati neanche nei club sado-maso.
    Il magistrato, denunciato per lesioni ma anche per incitamento alla prostituzione e al vizio - aveva affittato la moglie come "schiava" a un club sado-maso - era stato condannato a un anno di carcere e 2.500 euro di multa con la sospensione, più l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.
    Il medico aveva ricevuto una condanna a un mese di carcere con la sospensione e 185 euro di multa, sempre con il beneficio della sospensione della pena.
    I due uomini avevano fatto ricorso anche perché ritenevano di essere stati condannati senza che i fatti di cui sono stati ritenuti responsabili siano espressamente previsti dalla legge.
    La Corte ha respinto anche questo ricorso, affermando che "le pratiche in questione erano talmente violente e dunque senza dubbio talmente rare che l'assenza di giurisprudenza in merito non sarebbe sorprendente".




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15 febbraio 2005
NON LO DITE AI LEGHISTI, DOVESSE VENIRGLI L'IDEA
 BUDAPEST (Reuters) - Attivisti rom ungheresi hanno obbligato un sito Web a rimuovere un
videogame chiamato "Gipsy Action", in cui ai giocatori viene chiesto di "liberare" l'Ungheria dai rom attraverso la pulizia etnica. Lo ha reso noto oggi un'organizzazione per i diritti dei rom.
    Il gioco offre agli utenti una scelta di armi da fuoco da usare contro la popolazione rom e, se riescono a spazzare via l'intera comunità, la carta del paese diventa bianca, riferisce il Centro stampa rom.
    Il gioco è stato rimosso oggi dal sito
www.szanalmas.hu.
    Secondo i gruppi rom e le organizzazioni non governative la popolazione rom in Ungheria si aggira tra le 400.000 e le 500.000 persone, su un totale di 10 milioni di ungheresi.
    La discriminazione contro i rom nel paese, anche se non altrettanto grave che in altri paesi
dell'Europa dell'Est, è ancora diffusa per quanto riguarda l'accesso all'educazione e alle strutture
sanitarie.
    All'inizio del mese, Croazia, Repubblica ceca, Ungheria, Macedonia, Romania, Serbia-Montenegro e Slovacchia si sono accordate su un piano decennale per il miglioramento delle condizioni sociali ed economiche dei rom, che in Europa sono tra i 7 e i 9 milioni.



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11 gennaio 2005
GIORNALISTI ARABI SI MOBILITANO PER FLORENCE AUBENAS

Kalima Tunisie è un sito indipendente d'informazione fondato nel 2000 che in Tunisia è censurato (il paese nordafricano è una dittatura mascherata da regime liberale, che ha tanti amici in Europa...). Due giorni fa KT ha pubblicato un appello di giornalisti arabi intitolato "Salviamo la vita di Florence", la giornalista di Libération scomparsa il 5 gennaio in Iraq insieme al suo interprete. A sostenere l'appello tanti colleghi, da Iraq, Palestina, Siria, Libano, Egitto, Marocco, Algeria, Tunisia. A riprova che lentamente, ma anche certi settori cominciano a mobilitarsi in campagne civili, nei paesi arabi.




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11 gennaio 2005
MIO FIGLIO - COMUNICATO DEI GENITORI DI CIRCO, HARRY E NILUS

Riceviamo e volentieri postiamo:


"AGEDO Associazione Genitori di Omosessuali ringrazia Rai Uno e Lando Buzzanca per ottima fiction su genitori di persone omosessuali. E’ la prima rappresentazione vera e credibile della vita dei genitori e dei loro figli".
L’Associazione Genitori di Omosessuali, in occasione della messa in onda della fiction "Mio figlio", diretta da Luciano Odorisio e recitata dagli ottimi attori Lando Buzzanca, Caterina Vertova e Giovanni Scifoni, desidera ringraziare la direzione di Rai Uno, il regista, gli autori e gli stessi attori, a nome delle numerosissime famiglie che hanno figli e figlie omosessuali, perché per la prima volta in Italia la tematica "omosessualità e famiglia" è stata affrontata seriamente, serenamente, con tatto e stile degni della migliore tradizione del servizio pubblico.
Noi genitori riconosciamo che finalmente i nostri figli omosessuali sono stati rappresentati senza stereotipi e retorica, e le difficoltà che noi genitori abbiamo dovuto superare in questo paese così intollerante, sono stati resi senza forzature o false ideologie.
Ringraziamo di cuore chi si è impegnato per la realizzazione e il successo dell’opera televisiva, perché ha permesso a molti milioni di cittadini e telespettatori di crescere nella conoscenza di un fenomeno che riguarda almeno un decimo delle famiglie del nostro paese e che ancora è lontanissimo dall’essere risolto, per via della cecità dei genitori stessi nel voler negare una realtà attualmente troppo dolorosa a causa dell’esclusione sociale, e per via delle strutture educative di questo paese.
Ognuno in Italia vorrebbe, a parole, risolvere questo disagio, e tutti desiderano occuparsi dei nostri figli e delle nostre famiglie, senza mai chiedere il nostro parere, producendo così gravissimi danni alla vita stessa delle famiglie.
Invece, dopo questa fiction, confidiamo che il clima culturale e politico cambi radicalmente verso il rispetto e l’autostima di chi è discriminato.




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11 gennaio 2005
CARI FILOSIONISTI ALLA PUMMAROLA, PERò ISRAELE SU QUESTE COSE NON LO SEGUITE..

(DWpress) - Tel Aviv – E’ stato concesso ad una coppia lesbica dalla Corte suprema israeliana il diritto di adottare i reciproci figli. La sentenza, che è stata approvata ad ampia maggioranza, costituisce un importante passo avanti nella storia delle adozioni per le coppie gay.

In Israele, attualmente, la legge prevede la possibilità di adottare bambini soltanto alle coppie sposate. Ma, con un recente decreto, la Corte ha autorizzato una donna ad adottare i figli del proprio convivente, decreto che è stato poi utilizzato per la sentenza riguardante la coppia lesbica. Le due donne, conviventi da 15 anni, hanno presentato nel 1997 una petizione alla Tel Aviv Family Court per rivendicare il diritto di adottare formalmente i reciproci figli. La causa, durata quasi 7 anni, si è quindi conclusa con il riconoscimento di un'adozione che tutela maggiormente i figli delle due donne, specialmente in caso di morte della madre naturale.



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27 ottobre 2003
CROCIATI E CROCEFISSI IN CROCIERA

Questo blog ha già da tempo rimosso il crocefisso, non per non spiacere ai fedeli islamici o a quelli di un'altra religione, ma perché vive (o ritiene di vivere) in un paese laico.
Probabilmente si sbaglia (dopo che la maggioranza "liberale" ha votato contro la riduzione dell'iter del divorzio e dopo aver sentito nonno Ciampi dire oggi che il crocefisso è "simbolo dell'unità del paese: ma non era la bandiera?), ma, come recita il sottotitolo di un famoso blog, "le illusioni non sono tutte uguali, da quelle che scegli si capisce chi sei".




permalink | inviato da il 27/10/2003 alle 14:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
13 ottobre 2003
FRANCIA, IL GOVERNO DISCUTE DI EUTANASIA SU INTERNET
        Il ministro francese della Giustizia Dominique Perben ha deciso di aprire uno "spazio di dibattito" online per discutere di eutanasia. L'annuncio è arrivato oggi dal ministero.
    Il sito -
www.justice.gouv.fr - offrirà una panoramica della legislazione in vigore Oltralpe e in Europa e proporrà un dibattito su sei temi di riflessione, con un questionario in dieci domande.
    Il dibattito sull'eutanasia - legale, sia pure a certe condizioni, in paesi come Olanda e Belgio - è ripartito in Francia dopo il decesso a fine settembre di un giovane tetraplegico che aveva chiesto di morire, aiutato dai medici dopo un primo tentativo da parte della madre.
    Il Parlamento ha costituito una prima commissione informativa sul tema. E opra arriva il dibattito pubblico, sia pure via web.
    Pur non essendo l'eutanasia ai primo posti di un'ipotetica gerarchia di problemi - neanche il voto agli immigrati, ci ha ricordato il nostro presidente del Consiglio: ma in genere sono i diritti civili a essere i meno urgenti - della questione si potrebbe parlare, magari anche solo in un forum dei ministeri della salute e della Giustizia, anche da noi. Ma la presenza del Vaticano pare rendere impossibile anche soltanto pronunciare la parola "eutanasia", buona morte, per quanto la morte possa esserlo.



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8 ottobre 2003
CONFESSIONI DI UNO CHE E' PIU' CONSERVATORE - O MENO DEMOCRATICO? - DI FINI

    Premesso che non sono razzista (tutti gli eloqui razzisti cominciano così), alla sortita di Gianfranco Fini sul voto agli immigrati extra-Ue nelle elezioni amministrative ho avuto una reazione duplice, anzi contraddittoria, in tutta onestà schizofrenica.
    Sarà una provocazione per saggiare la tenuta della Lega Nord - ma anche per testare gli umori del proprio elettorato - sarà altro, non so. Ma la frase del leader di Alleanza Nazionale ha gettato luce sul mio - è solo mio ? - male oscuro, sul mio conservatorismo democratico, ahimè, sul mio coté Pim Fortuyn
    (il leader populista olandese a capo della lista omonima ucciso nel maggio 2002 da un animalista: l'altra mia deriva borderline, l'animalismo).
    Convinto che la democrazia sia sostanza, ma anche forma e procedura, penso a mente lucida che il voto agli immigrati, che nelle nostre città vivono e lavorano, sia cosa buona e giusta, e aiuti l'integrazione.
    Certo, non sarà solo il voto a produrre integrazione, ma servirà a dare più voce agli immigrati nella vita delle città. E poi, se anche loro pagano le tasse, usano i servizi e vivono la città, mi pare sacrosanto che decidano dell'amministrazione.
    (Io, da emigrante temporaneo - e per amore, non per economica necessità - e cittadino Ue, ho votato nel 2000 alle elezioni comunali di Bruxelles. E Napa voterà a Roma nel 2006, salvo nostra ri-partenza)
    Poi però, emerge anche il lato oscuro delle mie convinzioni, emergono i miei pregiudizi democratici, laici e di sinistra. Provo a spiegarmi.
    Temo che gran parte degli immigrati (quelli regolari sono ormai quasi 3 milioni, se non ho capito male i dati Caritas) esprimano una cultura machista, familista, conservatrice e tradizionalista che si coniugherebbe meglio con le idee e gli slogan di Alleanza Nazionale - o, ancor di più, di Forza Italia - piuttosto che con quelle dei partiti a cui dò il mio voto e da cui preferisco siano amministrate le città, o almeno la mia città, Roma.
    Il ruolo centrale della famiglia, l'importanza della religione, il proibizionismo, per fare solo alcuni esempi, sono capitoli di un libro la cui lettura non mi appassiona.
    E poi, la voglia di integrazione - ammesso che essa prevalga sulla volontà di affermare la propria appartenenza comunitaria - non può far sì che gli immigrati tendano a identificarsi con l'immagine del partito vincente, con l'uomo-che-si-è-fatto-da-sé (nella favola mediatica)?
    Infine, da pessimista cosmico, cioè già ritenendo che, in fondo, l'umanità sia tendenzialmente di destra, se non altro per paura, mi chiedo se sia il caso di aggiungere destra immigrata a destra indigena.
    Forse non sarà così. Il voto degli immigrati - quando potranno votare, e se vorranno votare - finirà per sommarsi in modo più o meno indistinto a quello attuale, senza alterare particolarmente gli equilibri (ma c'è quello degli "italiani nel mondo" che forse sta già facendo danni e si prepara a farne anche nel prossimo Parlamento...).
   O forse sarà così, e ci ritroveremo a bestemmiare, noi di sinistra (minimo comune denominatore che fatico spesso a definire), davanti alla sconfitta elettorale, per esserci impegnati così tanto a promuovere i diritti degli immigrati per finire col diventarne politicamente vittime. E magari, ci ritroveremo a maledire di nuovo il giorno in cui, oltre 50 anni fa, qualcuno diede il voto alle donne e fece vincere così la Democrazia Cristiana (quella stessa che oggi qualcuno rimpiange).

 




permalink | inviato da il 8/10/2003 alle 14:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa
1 ottobre 2003
VELO O NON VELO, FOULARD O NON FOULARD, A SCUOLA?
    Curioso. L'unica ministra musulmana del governo francese (e già questa è una curiosità) dice di essere contraria all'uso del foulard da parte delle ragazze di fede islamica nelle scuole. Tokia Saifi ha 44 anni, è figlia di immigrati algerini ed è la responsabile dello Sviluppo, e oggi ha rotto il silenzio dicendo all'emittente radio RTL di essere contraria all'uso del fazzoletto per coprire il capo nelle aule scolastiche.
   In effetti, un numero crescente di giovani musulmane francesi lo porta, soprattutto nei quartieri periferici, in banlieu, nelle cités (in Francia i musulmani sono circa 5 milioni).
    Il governo francese è diviso sulla possibilità di emettere un divieto vero e proprio. La questione è stata al centro di discussioni anche negli anni passati. La Francia ha una tradizione di laicità, o meglio di neutralità religiosa nelle istituzioni. Per noi, che ancora discutiamo di crocefisso, è un concetto assai alieno.
    L'altra sera, a cena, ho discusso di questo argomento con la madre di Napa (o, per sintetizzare, mia suocera), che è francese e assolutamente laica. Lei vorrebbe vietare qualsiasi segno ostentato di religione, compresi croci al collo e kippah.
   Io credo al contrario che le istituzioni debbano essere neutrali (eliminando appunto i crocefissi et simili) poi ognuno fa quel che vuole.
   Lei sostiene che quello del foulard, e ancora più del velo, sia un'imposizione familiare, che ha a che fare con la tradizione più che con la religione, tanto che la portano (o sono costrette a portarle) solo le ragazze.
   Io rispondo che probabilmente è un'imposizione, ma credo che sia anche un recupero di identità, e anche un segno di protesta, in un paese che non integra così tanto come dice di fare. E credo anche che il bando suonerebbe come un atto di violenza anch'esso, costringendo in più le giovani musulmane a un contrasto con le proprie famiglie non cercato, ma imposto.



permalink | inviato da il 1/10/2003 alle 14:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
10 settembre 2003
QUESTO POST E' REVISIONISTA
I giornali italiani non ne hanno parlato (almeno mi pare), ma ieri un tribunale belga ha condannato a un anno di carcere - pena sospesa - un uomo di 63 per aver distribuito volantini che negavano l'Olocausto, il genocidio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale a opera dei nazisti.
    La Corte ha affermato che Siegfried Verbeke - un negazionista belga, ma di origine tedesca - non ha mostrato rispetto per le vittime dello sterminio nazista, che secondo gli storici ha provocato sei milioni di morti.
    Verbeke ha detto di restare convinto al "cento per cento" di quel che ha scritto e detto. Si è anche felicitato di non essere stato bruciato come eretico, ma di essersela cavata solo con un anno di carcere (e la privazione per 10 anni dei diritti politici).
    La condanna è stata emessa in base a una legge belga che punisce il negazionismo, considerando l'Olocausto una "verità storica". Ma serve a qualcosa, condannare le persone per questo? Serve, quando poi il condannato continua comunque a professare le stesse idee? La forza della democrazia non sta proprio nel fatto che non bruciamo gli eretici (anche simbolicamente), come invece Verbeke magari avrebbe fatto, se il potere lo avesse avuto lui?



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